La riforma del terzo settore: l'impresa sociale

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Le imprese sociali possono essere tali laddove, a prescindere dall’attività di impresa svolta, tale attività costituisca occasione di inserimento al lavoro per persone svantaggiate, che dovranno rappresentare il 30% dei lavoratori non svantaggiati; entro questo 30% di lavoratori svantaggiati, sino a un terzo possono essere disoccupati di lungo periodo.

Il correttivo precisa che questa sottocategoria è considerata svantaggiata per un massimo di 24 mesi. In sostanza il disoccupato di lungo periodo dopo due anni non viene più computato come svantaggiato e, se ancora in forza dell’impresa sociale, entra a far parte del gruppo dei non svantaggiati. La misura appare del tutto ragionevole sia perché è ragionevole pensare che lo svantaggio derivante dalla mera condizione di disoccupazione  (quindi non, ad esempio, da una disabilità permanente) si estingua dopo due anni di lavoro, sia se si pensa, per analogia, che anche nelle cooperative sociali vige – pur su categorie diverse – il medesimo principio: ad esempio l’ex tossicodipendente che abbia terminato il proprio percorso con i servizi o il detenuto che abbia terminato di scontare la pena non sono più svantaggiati.

Aumentano i campi di attività di interesse generale, includendo tra le altre:

microcredito, housing sociale, commercio equo e solidale, agricoltura sociale.

Le attività di interesse generale dell'Impresa Sociale non coincidono con quelle degli ETS (Enti del Terzo settore) riportate dall'art. 5 del Codice del Terzo settore.

E' ammessa la possibilità - in forma limitata - di ripartire gli utili e gli avanzi di gestione

Obblighi e divieti

Il bilancio sociale dovrà essere:

● Depositato presso il Registro delle Imprese
● Pubblicato sul proprio sito internet
● Redatto secondo le linee guida del Ministero

Le Imprese Sociali già costituite si devono adeguare entro 12 mesi dall'entrata in vigore del decreto legislativo.

● Divieto di superamento del rapporto 1:8 della differenza retributiva tra dipendenti (RAL: Retribuzione Annua Lorda)
● Vietata la corresponsione ai lavoratori subordinati o autonomi di retribuzioni o compensi superiori del quaranta per cento rispetto a quelli previsti dal CCNL, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche competenze ai fini dello svolgimento di attività di interesse generale nel campo degli interventi e delle prestazioni sanitarie, nella formazione universitaria e post-universitaria, nella ricerca scientifica di particolare interesse sociale
● Il numero di volontari non può superare quello di lavoratori
● Destinazione fino al 50% degli utili nei limiti di indici ISTAT (relativamente all'aumento gratuito del capitale sociale), dell'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentato del 2,5% (in relazione alla distribuzione di dividendi) e di erogazioni a favore di ETS (Enti del Terzo settore) sempre che questi non siano soci dell'Impresa Sociale Risorse umane
● Definizione dei lavoratori molto svantaggiati e delle persone svantaggiate il cui impiego consente all'Impresa sociale di realizzare attività ulteriori rispetto a quelle tipiche
● Coinvolgimento diretto dei lavoratori (oltre che degli utenti) con il potere di influire sulle decisioni relative soprattutto le condizioni di lavoro e la qualità dei beni o dei servizi
● I lavoratori dell’Impresa Sociale hanno diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto dai CCNL

Bilanci e rendiconto

L’Impresa Sociale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari in conformità alle disposizioni del codice civile applicabili, depositare presso il Registro delle Imprese e pubblicare nel proprio sito internet il bilanciosociale redatto secondo linee guida ministeriali

Disposizioni fiscali

E' prevista una defiscalizzazione degli utili interamente reinvestiti nell'attività dell'Impresa Sociale.

Sono introdotte agevolazioni fiscali per chi investe nel capitale sociale:

● detrazione IRPEF del 30% sulle somme investite dai privati (fino ad 1 milione di euro) e mantenute per almeno tre anni.
● deduzione IRES del 30% sulle somme investite da imprese (fino ad 1,8 milioni di euro) e mantenute per almeno tre anni.

 

Consulta le modifiche alla Riforma del 21/03/2018