La Riforma del Terzo Settore: il Registro Unico

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Quando sarà istituito il Registro Unico del Terzo Settore? 
Come si procederà per le iscrizioni?

 L’effettiva operatività del Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) è subordinata all’emanazione di ulteriori provvedimenti rispetto al Codice del Terzo settore che, all’art. 53, prevede che entro un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso (3 agosto 2017), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce con proprio decreto la procedura per l’iscrizione, le modalità di deposito degli atti e le regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione del RUNTS.

Inoltre, sono previsti 180 giorni dalla data di entrata in vigore del Codice per le Regioni e le Province Autonome per disciplinare i procedimenti per l’emanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione degli ETS.

Per quanto riguarda la procedura di iscrizione, ai sensi dell’art 47 la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale dell’ente all’Ufficio del RUNTS della Regione o della Provincia autonoma in cui l’ente stesso ha sede legale, depositando l’atto costitutivo, lo statuto ed eventuali allegati, ed indicando la sezione del registro nella quale chiede l’iscrizione. 

In attesa dell’effettiva operatività del Registro è applicabile la norma contenuta nel comma 2 dell’art 101 e le indicazioni relative al regime transitorio riportate dalla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 29 dicembre 2017. Si deduce da tali disposizioni che fino all’ effettiva istituzione del Registro continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli Enti nei Registri Onlus, nei registri del volontariato e dell’associazionismo di promozione sociale.

Quali sono gli enti che potranno iscriversi al nuovo registro unico?

Ai sensi del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del Terzo settore” potranno iscriversi al Registro che, lo ricordiamo, non sarà operativo prima che sia trascorso almeno un anno, “le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi” (art. 4, comma 1).

Non potranno invece iscriversi le amministrazioni pubbliche, le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche, le associazioni di datori di lavoro, nonché gli enti sottoposti a direzione e coordinamento o controllati dai suddetti enti, ad esclusione dei soggetti operanti nel settore della protezione civile (art. 4, comma 2).

Il Registro sarà diviso nelle seguenti sezioni (art. 46):

a) Organizzazioni di volontariato; 
b) Associazioni di promozione sociale; 
c) Enti filantropici; 
d) Imprese sociali, incluse le cooperative sociali; 
e) Reti associative; 
f) Società di mutuo soccorso; 
g) Altri enti del Terzo settore.

Ad eccezione delle reti associative, nessun ente può essere contemporaneamente iscritto in due o più sezioni.

Sappiamo che le Onlus già costituite alla data di entrata in vigore del Codice del Terzo Settore hanno a disposizione diciotto mesi di tempo per modificare i propri statuti e adeguarsi alle nuove disposizioni. Ma cosa succede se alla data delle modifiche il Registro unico del Terzo Settore non è ancora stato istituito?

In occasione di uno degli appuntamenti con Telefisco, l'Amministrazione finanziaria ha illustrato, oltre alle principali novità introdotte dal Codice del Terzo settore (CTS):

  • 1. come avviene l'adeguamento degli statuti delle Onlus;
  • 2. se e come, in questa fase transitoria, è ancora possibile costituire una nuova Onlus e iscriverla alla relativa Anagrafe.

1. Adeguamento degli statuti delle Onlus e uso dell’acronimo

L'articolo 104, comma 2, del CTS prevede che le disposizioni del titolo X (regime fiscale degli enti del terzo settore) si applicano agli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) “non prima del periodo di imposta successivo di operatività del predetto Registro”. 

Il suddetto articolo 104 è stato oggetto di interpretazione autentica ad opera dell’ art. 5-sexies, comma 1, D.L. 16 ottobre 2017, n. 148 (convertito, con modificazioni, dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172), in base al quale l’articolo 104 si interpreta nel senso che i termini di decorrenza ivi indicati valgono anche ai fini dell'applicabilità delle disposizioni fiscali che prevedono corrispondentemente modifiche o abrogazioni di disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore del CTS.

In altre parole, le disposizioni di carattere fiscale vigenti prima della data di entrata in vigore del CTS continuano a trovare applicazione, senza soluzione di continuità, fino a quando non saranno applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Codice.

Ciò comporta, secondo l’interpretazione dell’amministrazione finanziaria, che la disciplina delle Onlus resta in vigore sino a quando non troveranno applicazione le nuove disposizioni fiscali recate dal titolo X del CTS.

L'Agenzia delle Entrate ha altresì precisato che, ai sensi dell’art. 101, comma 2, le Onlus apportano al proprio statuto, entro il termine di diciotto mesi dall’entrata in vigore del CTS (quindi entro il 3 febbraio 2019), le modifiche necessarie per adeguarlo al Codice stesso, subordinando l'efficacia di tali modifiche alla decorrenza del termine di cui all'articolo 104, comma 2, del Codice stesso. 

Nel contempo, allo stesso termine dovrebbe essere collegata, con espressa previsione statutaria, la cessazione dell'efficacia delle vecchie clausole statutarie Onlus, incompatibili con la nuova disciplina degli ETS.

In attesa dell’operatività del RUNTS gli enti aventi la qualifica di Onlus dovranno continuare a qualificarsi come tali e utilizzare nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, la locuzione "organizzazione non lucrativa di utilità sociale" o l'acronimo Onlus.

L'assunzione della nuova denominazione sociale di ETS, inserita nello statuto, sarà invece sospensivamente condizionata all'iscrizione nel RUNTS, momento dal quale l'indicazione di ETS sarà spendibile negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.

2. Possibilità di costituire attualmente una Onlus

L'Agenzia delle Entrate ha inoltre precisato che attualmente, è ancora possibile costituire una nuova Onlus, iscrivendola all'Anagrafe delle Onlus, sulla base delle condizioni previste dal Dlgs 460/1997. Gli statuti, analogamente a quanto chiarito in relazione alle Onlus esistenti, potranno già prevedere modifiche statutarie sottoposte al termine di cui si è parlato.