Iniziative - Anno 2018

L'importanza di progettare insieme


Uno dei difetti del Non profit è di inseguire – nell'emergenza – le scadenze di bandi pubblici o privati, strutturare in poco tempo l'idea progettuale, organizzare in ancora meno tempo un partenariato (“solo perché il bando lo richiede, perché noi da soli lo sapremmo fare benissimo”), chiudere il budget il giorno prima della scadenza e – se tutto va bene – comunicare al partner l'avvenuto invio del progetto. Tante dita incrociate, tanti ringraziamenti più o meno sinceri ed informati, tanti in bocca al lupo. Poi, il silenzio fino al verdetto.

Questo non è un progetto, ma un trattato.

Rassegnatevi, progettisti: per progettare non serve un computer. Bisogna essere almeno in due, e bisogna essere pronti a costruire una “relazione”, a perdere tempo e neuroni con un'altra persona in carne ed ossa.

Un partenariato forte e ben strutturato, infatti, non solo garantisce una migliore valutazione del progetto ma, soprattutto, garantisce a chi fa il lavoro di progettista la dignità del suo lavoro, molto spesso (auto)calpestata. Lavoro che non è assolutamente e soltanto “scrivere”, produrre idee, cercare dati, preparare la parte burocratica, ma è almeno - per il 50% - costruire e mantenere relazioni, rafforzare la fiducia con i partner di progetto. Come? Come in ogni relazione la fiducia si costruisce condividendo, chiedendo consiglio, e restituendo al partner dignità e giusto peso in tutte le fasi della progettazione.

E allora?

Ecco dei piccoli consigli:

1. Se possibile, incontrare fisicamente  (o anche via web) i partner almeno 2 volte nella preparazione della proposta progettuale, fissando gli incontri con largo anticipo e discutendo con calma obiettivi, attività, ruolo di progetto.
2. Condividere con i partner le diverse versioni di progetto, concedendo almeno 3-4 giorni per poterle commentare ed integrare.
3. Condividere con i partner il budget di progetto idealmente almeno 2 settimane/10 giorni prima della scadenza del bando così da dare margine di analisi ai partner e possibilità di manovre correttive al capofila.
4. Mantenere il contatto con i partner vivo anche nell'attesa dei risultati. Ciò può stimolare la condivisione di nuove future progettazioni congiunte anche nel caso di esiti infausti e comunque mantenere elevato il capitale reputazionale del progettista e della sua organizzazione.
5. In ognio contatto trasmettere entusiasmo per il percorso condiviso che si sta facendo insieme, ringraziandoli e sottolineando ai partner l'importanza imprescindibile della loro partecipazione al progetto.
6. Ad invio del progetto avvenuto, condividere immediatamente la sua versione definitiva e relativo budget, come fareste col vostro direttore.

In un mondo di individualismo imperante non ci caschiamo pure noi del Terzo settore!